La versione giapponese è disponibile sotto il testo italiano.
※日本語の記事は、イタリア語記事の下に載せています。
Nell'aprile di quest'anno, su invito di Andrea di TPC Leadership & Culture, ho portato questa ricerca in un contesto aziendale, nell'ambito di un percorso di team building, con il workshop.
La finestra è un tema che attraversa da tempo il mio lavoro artistico. Separa il dentro dal fuori e, allo stesso tempo, li mette in relazione. Per me è un punto da cui osservare il rapporto tra sé, gli altri e il mondo.
WorkshopLa finestra – tra me, gli altri e il mondo
Un'occasione per aprire i temi che esploro nelle mie opere alla partecipazione di altre persone, invitando ciascuno a dar loro forma attraverso parole e immagini.

Attraverso una finestra guardiamo fuori, ma ciò che vediamo si intreccia con le nostre esperienze, i nostri ricordi e il nostro stato d'animo. Anche di fronte alla stessa cosa, ciascuno nota e trattiene qualcosa di diverso. Siamo partiti da questa idea, dedicando un primo momento a immaginare la propria finestra.
È aperta o chiusa? Quale luce entra? Quali suoni arrivano, quale aria si sente? È mattina o sera? È una finestra che appartiene a un ricordo, oppure una finestra immaginata, mai vista prima?
Seguendo queste domande, i partecipanti hanno annotato liberamente parole, immagini e sensazioni. Hanno poi scelto le parole più significative, riunendole in una breve frase o in una piccola poesia. Prima di cominciare a disegnare, la scrittura ha offerto un tempo per soffermarsi su ciò che stava emergendo e dargli una prima forma.

Siamo poi passati dalle parole al segno e al colore.
Abbiamo lavorato principalmente con i pastelli a olio, che permettono di sovrapporre i colori e sfumarli con le dita o con la carta. Prima di iniziare il disegno, i partecipanti hanno fatto qualche prova libera per prendere confidenza con il materiale e con la resa dei colori.
Da lì, ciascuno ha cominciato a disegnare la propria finestra. Si poteva partire dalla forma di una finestra reale, ma anche da un'impressione di luce o da un'atmosfera. Una linea, una sovrapposizione di colori, una parte del foglio lasciata vuota: ogni elemento poteva entrare a far parte del lavoro.
Ciò che mi interessava era invitare ciascuno a seguire la propria sensibilità e a sperimentare sulla carta, senza la pressione di dover disegnare bene o ottenere un risultato perfetto. Scegliere cosa rappresentare, cosa lasciare in sospeso, dove fermarsi: anche queste decisioni esprimono un modo personale di guardare.

Dopo la fase di creazione, abbiamo dedicato un momento alla condivisione in piccoli gruppi, mostrando i disegni e leggendo le parole che li accompagnavano.
Che cosa si vede da questa finestra? Che cosa entra e che cosa rimane fuori? Ascoltare chi aveva realizzato il disegno offriva la possibilità di tornare a guardarlo, cogliendone altri aspetti.

Per me era importante lasciare che fossero i partecipanti stessi a raccontare il proprio lavoro, senza attribuire dall'esterno un significato alle loro immagini. Un disegno può diventare un punto di partenza per una conversazione, facendo spazio a ricordi, paesaggi e sensazioni che nella quotidianità lavorativa trovano meno occasioni per essere condivisi.
Infine, abbiamo disposto tutte le finestre sul pavimento e le abbiamo osservate insieme. Lo sguardo poteva soffermarsi su ogni singolo lavoro oppure passare dall'uno all'altro, cogliendo affinità, differenze e relazioni.

Un unico tema, tante espressioni personali, riunite in uno spazio condiviso. In questo percorso di team building, il mio contributo è stato creare un'occasione per incontrare i diversi sguardi del gruppo attraverso il fare artistico e il dialogo.
Per me, questo workshop è anche un modo di condividere le domande che approfondisco nella mia pratica. La finestra, che prende forma nelle mie opere, passa attraverso le mani di altre persone e si apre a nuove parole e immagini. È in questa possibilità di apertura e di scambio che riconosco il senso del mio coinvolgimento come artista.
Grazie ad Andrea per l'invito e a tutto il team di TPC Leadership & Culture per la partecipazione e il contributo all'organizzazione.
今年4月、TPC Leadership & Culture のAndreaからの依頼を受け、企業のチームビルディングの一環として、自身の制作で探究してきたテーマをもとに、窓のワークショップを行いました。
私が制作のなかで繰り返し向き合っている「窓」。内側と外側を隔てながらつなぐこの場所は、自分と他者、そして世界との関係を考える入り口でもあります。
WorkshopLa finestra – tra me, gli altri e il mondo
窓——私と他者、そして世界のあいだ
自身の作品で探究してきたテーマを、参加者一人ひとりが言葉と絵を通して表現する時間へと広げる試みです。

私たちは窓を通して外を見ますが、そこで目にする風景は、自分の経験や記憶、そのときの気持ちとも結びついています。同じものを見ていても、気づくことや心に残るものは人によって異なる。そのことを出発点に、まずは、それぞれの「窓」を思い浮かべるところから始めました。
その窓は開いているのか、閉じているのか。どんな光が差し込み、どんな音や風が届くのか。朝なのか、夜なのか。記憶のなかにある窓なのか、それとも、まだ見たことのない想像の窓なのか。
問いを手がかりに浮かんできたイメージや感覚を、まずは言葉として自由に紙に書き留めます。そして、そのなかから心に残る言葉を選び、短い文章や詩につなげていきます。絵を描き始める前に、自分が何に目を向けているのかを、言葉を通して確かめる時間です。

次に、その感覚を線や色へと移していきました。
主に使ったのは、色を重ねたり、指や紙でぼかしたりできるオイルパステルです。本番の絵に取りかかる前に、まずは自由に試し描きをして、素材の感触や色の出方を確かめてもらいました。
そこから、一人ひとりの窓を描いていきました。実際の窓の形を描いても、光や空気の印象から始めてもよい。一本の線や色の重なり、描かずに残した余白も、表現の一部になります。
私が大切にしたのは、上手に描くことや完璧な仕上がりを目指すことではなく、自分の感覚を頼りに、紙の上で試してみることです。何を描くかだけでなく、何を残すか、どこで手を止めるか。そうした選択もまた、その人の見方につながっています。

制作の後には、小さなグループで絵を見せ合い、書いた言葉を共有する時間を設けました。
この窓から、何が見えるのか。何が入ってきて、何が外にとどまっているのか。描いた人の言葉に耳を傾けながら、目の前の絵をあらためて見つめます。
ここで大切にしたかったのは、描かれたものの意味をこちらから決めることではなく、その人自身の見方や言葉に触れることでした。日常の仕事のなかでは話す機会の少ない風景や感覚も、一枚の絵を前にすることで、会話の入り口になり得ます。

最後には、皆さんの窓を床に並べ、全体を一緒に眺めました。一枚ずつ見ることと、隣り合う絵との関係のなかで見ること。その両方を通して、共通するものや、それぞれに固有のものへと視線を広げていきました。
「窓」という一つのテーマから、それぞれの表現が生まれ、それらが同じ場所に並ぶ。今回のチームビルディングでは、制作と対話を通して、互いの視点に触れる場をつくることを目指しました。

私にとって、このワークショップは、自身の制作で深めてきた問いを他者と共有する実践でもあります。作品として提示してきた「窓」が、今度は参加者一人ひとりの手を通して、新しい言葉やイメージへと広がっていく。そこに、アーティストとしてこうした場に関わる意味を感じています。
今回の機会をつくってくださったAndrea、TPC Leadership & Culture チームの皆様、ありがとうございました。



